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PERIODO CUBISTA 

(Dal 1972-1974)

 

 

Dopo una prima fase figurativa, il viaggio a Parigi rappresenta per Balsamo un momento di svolta decisivo. Il contatto diretto con l’ambiente artistico internazionale e l’incontro con figure come Hartung, Picasso e Braque gli aprono nuove possibilità espressive, introducendolo a un nuovo universo della pittura. In questa fase la rappresentazione perde progressivamente il suo peso specifico: gli oggetti non sono più vincolati a una funzione descrittiva o a una struttura rigida, ma si muovono liberi nello spazio pittorico. La composizione si fa più dinamica, il segno più autonomo, il colore più espressivo. È una pittura più libera sotto tutti i punti di vista, in cui la realtà non viene negata ma trasformata, lasciando spazio a una visione aperta, mobile e profondamente moderna.

 

Anche i paesaggi dipinti ad olio in quegli stessi anni trasmettono un’analoga malinconia e solitudine: le belle colline toscane, laziali, umbre e campane sono paesaggi privi di persone,immersi nella natura, ritratta con un’attenzione fenomenologica, così come si presentava davanti agli occhi; tutto sembra essere colto in un attimo di immobilità, in cui regna il silenzio

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Pochi anni dopo, gli stessi paesaggi si scomporranno in tanti piccoli frammenti e lo stesso artista dichiarerà di aver tratto spunto, in parte, da artisti come Braque, Hartung e Picasso: il viaggio parigino del 1966 produce infatti cambiamenti evidenti e radicali nella pittura di Balsamo, specie a partire dal 1972, quando l’esperienza cubista ha il sopravvento. La realtà si scompone, secondo modalità in parte simili a quelle del cubismo sintetico di Picasso e di Gris, ma anche legate alle varie influenze esercitate dalla Section d’Or (gruppo parigino di artisti e critici attivo tra il 1912 e il 1914). Le forme, col loro carattere geometrico, divengono protagoniste. Si parla di un vero e proprio periodo cubista (1972-1974), che pure non toglie al colore potenza e importanza. Ne è un esempio il quadro Natura morta, del 1974.

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"Nella Natura morta del 1974, gli oggetti non hanno più una base su cui poggiare: nel nuovo ‘universo’ della pittura di Balsamo, ogni cosa perde un peso specifico e gli oggetti si muovono liberi. È una pittura più libera sotto tutti i punti di vista"

 

G. Balsamo

Natura morta 1974

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